Viet Vo Dao: cos’è e cosa significa praticare un’arte marziale vietnamita
Viet Vo Dao: cos’è e cosa significa praticare un’arte marziale vietnamita

Viet Vo Dao: cos’è e cosa significa praticare un’arte marziale vietnamita

Quando si sente parlare per la prima volta di Viet Vo Dao, è facile pensare semplicemente a un’arte marziale. Calci, pugni, tecniche di combattimento, forme, armi: sono sicuramente elementi che fanno parte della pratica, ma fermarsi qui significherebbe raccontarne soltanto una piccola parte.

Perché dietro il Viet Vo Dao c’è qualcosa che va oltre la tecnica. C’è una storia, c’è una cultura e soprattutto c’è un’idea precisa di cosa significhi utilizzare l’allenamento per costruire non soltanto un corpo più forte, ma anche una persona più consapevole.

Il nome stesso racconta già qualcosa. Việt Võ Đạo è formato da tre ideogrammi: Việt, Võ e Đạo. Việt richiama il popolo vietnamita e l’idea di superare un ostacolo, di oltrepassare una montagna; Võ riguarda la lotta, il combattimento e l’arte marziale; Đạo significa invece via, strada, metodo. Insieme, questi tre elementi possono essere letti come la Via dell’Arte Marziale Vietnamita, ma anche come un percorso attraverso il quale l’arte marziale diventa uno strumento di crescita.

Ed è proprio la parola “Via” a fare la differenza.

Il Viet Vo Dao non nasce infatti come una tecnica inventata da un singolo maestro in un momento preciso della storia. Le fonti che ne raccontano la tradizione lo presentano piuttosto come il risultato di un percorso collettivo, legato alla storia stessa del popolo vietnamita e alla sua necessità, nel corso dei secoli, di difendersi e sopravvivere. Le origini vengono fatte risalire alla storia antica del Vietnam e alla tradizione della dinastia Hung Vuong, mentre reperti archeologici e testimonianze successive raccontano l’esistenza di tecniche di combattimento e dell’uso di armi già in epoche molto remote.

In origine non esisteva quindi un’unica arte marziale vietnamita organizzata esattamente come la intendiamo oggi. Si svilupparono numerose scuole e tradizioni, spesso legate ai villaggi e alle diverse regioni del Paese. Il combattimento a mani nude conviveva con l’utilizzo di armi come spade, lance, archi, bastoni e altre armi tradizionali. Nel corso dei secoli, queste conoscenze si trasformarono insieme alla società vietnamita, assorbendo influenze filosofiche e sviluppando strategie e principi sempre più articolati.

La storia del Vietnam, del resto, è stata una storia tutt’altro che semplice. Guerre, invasioni e periodi di dominazione straniera hanno accompagnato per secoli la vita del Paese. E proprio in questo contesto l’arte marziale ha assunto un significato che andava oltre il semplice combattimento. Durante la lunga dominazione cinese, per esempio, le tecniche marziali continuarono a svilupparsi anche come strumenti di difesa, mentre conoscenze e tradizioni venivano tramandate nonostante le difficoltà.

Con il passare dei secoli il Võ si arricchì anche dal punto di vista filosofico. Buddismo, Confucianesimo e Taoismo contribuirono alla formazione di una visione nella quale l’arte marziale non doveva servire soltanto a rendere più efficace un combattente, ma poteva diventare uno strumento per migliorare l’essere umano. La pratica fisica e la formazione dello spirito iniziarono così a essere considerate parti di uno stesso percorso.

Questa idea è ancora oggi al centro del Viet Vo Dao.

Il motto “Essere forte per essere utile” racchiude molto bene questo concetto. La forza non viene considerata semplicemente come la capacità di prevalere su qualcun altro. Essere forti significa anche avere la capacità di mettere ciò che si è imparato al servizio degli altri. È un’idea che cambia completamente il modo di guardare all’allenamento: il risultato non è soltanto diventare più veloci, più resistenti o più abili nel combattimento, ma utilizzare queste qualità per costruire qualcosa di più completo.

Per questo, durante la pratica, accanto alle tecniche compaiono disciplina, rispetto, autocontrollo e conoscenza. Il percorso teorico del Viet Vo Dao comprende infatti argomenti che spaziano dalla storia alla filosofia, dalla medicina tradizionale alla pedagogia, mentre la parte pratica comprende forme, sequenze tecniche, esercizi a coppie, combattimento libero, rotture e, con l’avanzare del grado, anche lo studio delle armi.

E qui arriva forse uno degli aspetti più affascinanti per chi si avvicina a questa disciplina per la prima volta: il Viet Vo Dao non smette di cambiare man mano che cambia il praticante.

All’inizio si imparano movimenti che possono sembrare semplicemente difficili da coordinare. Si cerca di ricordare una sequenza, di mantenere una posizione, di eseguire correttamente una tecnica. Poi, con il tempo, quei movimenti diventano più naturali e l’attenzione può spostarsi su qualcosa di diverso: precisione, controllo, respirazione, equilibrio, capacità di adattarsi.

La stessa tecnica che all’inizio sembra soltanto un esercizio fisico può quindi diventare uno strumento per conoscere meglio il proprio corpo e i propri limiti.

È anche per questo che il concetto di Dao, la Via, è così importante. La pratica non viene vista come qualcosa che si conclude quando si raggiunge un determinato grado. Al contrario, ogni grado rappresenta una tappa di un percorso che continua. Si impara, si ripete, si sbaglia, si corregge e si ricomincia. Esattamente come accade nella vita.

La filosofia del Việt Võ Đạo descrive questo percorso attraverso concetti come l’equilibrio tra Am e Duong, la trasformazione continua e l’interazione tra le diverse parti di un sistema. Non si tratta quindi di considerare il corpo separato dalla mente o la persona separata dall’ambiente in cui vive, ma di cercare un equilibrio tra elementi differenti.

E forse è proprio questo che rende il Viet Vo Dao difficile da racchiudere in una semplice definizione.

Non è soltanto combattimento, ma non è nemmeno soltanto filosofia.

Non è soltanto preparazione fisica, ma non è nemmeno un percorso teorico.

È l’incontro di tutte queste componenti.

Durante un allenamento si può lavorare sulla forza e sulla resistenza, migliorare la flessibilità, la coordinazione e l’agilità, ma contemporaneamente imparare a concentrarsi, controllare le proprie reazioni e confrontarsi con gli altri nel rispetto reciproco. È proprio questa varietà che permette alla pratica di adattarsi a persone ed esperienze differenti.

Anche il distintivo del Viet Vo Dao racconta questa filosofia. Il cerchio rappresenta la vita e l’universo, il quadrato disposto a rombo richiama le quattro direzioni, mentre il bambù rappresenta qualità come flessibilità, rettitudine, costanza e disinteresse. Anche i colori hanno un significato: coraggio, generosità, purezza, serietà, speranza e bontà. Non è quindi semplicemente un simbolo da indossare, ma una rappresentazione dei valori ai quali il praticante è chiamato ad avvicinarsi.

La storia, però, non è rimasta confinata al passato.

Nel corso del Novecento le arti marziali vietnamite hanno attraversato una fase di difficoltà e decadenza, soprattutto durante la colonizzazione francese, quando la pratica venne ostacolata e molte conoscenze continuarono a essere trasmesse in modo clandestino. La rinascita iniziò nel XX secolo e portò alla formazione di diverse scuole e organizzazioni, fino allo sviluppo delle realtà che oggi rappresentano le arti marziali vietnamite in Vietnam e nel resto del mondo.

Ed è proprio qui che il Viet Vo Dao arriva fino ai giorni nostri.

Oggi il termine può indicare realtà e tradizioni differenti. In Vietnam viene generalmente associato al Vovinam, mentre nel mondo occidentale viene spesso utilizzato come riferimento più ampio alle arti marziali di origine vietnamita. È quindi importante non immaginare il Viet Vo Dao come una disciplina identica in ogni scuola: la tradizione vietnamita comprende numerosi stili e correnti, sviluppatisi in territori e contesti differenti.

Quello che li accomuna è però un filo conduttore: l’idea che l’arte marziale possa essere molto più di una tecnica di combattimento.

Ed è questo il Viet Vo Dao che si pratica anche alla Maverick Boxing Gym di Selvazzano Dentro. Una disciplina che permette di allenare il corpo, imparare tecniche, confrontarsi con gli altri e, allo stesso tempo, intraprendere un percorso personale fatto di disciplina, costanza e crescita.

Perché forse il modo migliore per capire davvero il Viet Vo Dao non è cercare una definizione perfetta.

È iniziare a praticarlo.

Poi, un allenamento dopo l’altro, una tecnica dopo l’altra, una difficoltà dopo l’altra, si comincia a comprendere che quella che sembrava soltanto un’arte marziale può diventare qualcosa di molto più grande: una Via da percorrere.

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